historical novel

ROMANZO STORICO ” CHE RAGAZZO FANTASTICO!”- di Ferdinando pascolo ” Silla”

“Che bel ragazzo” è un romanzo storico di Ferdinando Пасколо – alias “Silla” vengo dal Friuli, di un soldato combattuto sul territorio russo, e poi, sul lato della resistenza partigiana contro il fascismo. Nel romanzo, l’autore descrive la sua vita personale fino agli ultimi giorni della Seconda Guerra Mondiale. La storia di Silla è piena di umanità, nobiltà e altruismo, nonostante il contesto storico e le critiche politiche della guerra, dove l’altra parte è un chiaro nemico. Ferdinando pascolo nel suo libro non parla delle azioni di guerra, ma racconta come è riuscito a nutrire e soddisfare i bisogni fondamentali dei soldati in questo difficile periodo di guerra.

Il testo del libro presentato dall’autore è facile da leggere, ma incuriosisce il lettore con fatti affascinanti, specialmente nei luoghi in cui condivide i ricordi di sua moglie e della sua famiglia. Il libro si conclude con una chiamata alla società: “abbastanza armi, abbastanza guerra, abbastanza morte”.

L’autore ha passato tutta la guerra combattendo negli anni più difficili, ma non ha mai ucciso nessuno, ma ha salvato chi poteva, indipendentemente dal colore dell’uniforme o dello Stendardo sotto il quale hanno combattuto.

Ferdinando pascolo “Silla” è nato il 24 ottobre 1919. Suo nonno Antonio, suo padre e i suoi zii avevano una fucina (farie) in Via Chella, famosa per secoli per la tradizione artigianale di altissima qualità che esisteva da tempo a Udine. In questo istituto, attualmente chiamato Malignani, si trovano le scuole professionali e tecniche di Gemona, situate in Friuli e in Trentino. Nel 1926, Ferdinand si trasferisce con la sua famiglia a Udina.

Ferdinando, durante il periodo della compagnia militare contro la Russia, ha partecipato ad azioni che hanno reso cruciale per la sopravvivenza di centinaia, forse migliaia di persone, come descrive nel suo messaggio il generale Camporini. Dopo l ‘ 8 settembre 1943, ha combattuto dalla parte dei guerriglieri sotto il nome di “Silla”, è stato arrestato e imprigionato, situato in Via Spalato. Dopo vari colpi di scena, è riuscito a fuggire grazie all’aiuto del direttore della prigione, evitando così interrogatori e torture da parte della polizia nazista, che ha cercato di ottenere informazioni segrete sulle attività del Comitato di Liberazione Nazionale.

Nelle sue memorie, autore recentemente vive i suoi momenti di incontri con i membri del Comitato di Liberazione Nazionale in carcere Udis, ma anche di momenti, quando tutti i soldati si unirono e contemporaneamente ha fumato sigarette, in quella particolare notte sulle rive del Don.

Come ospite in una località chiamata Civigliano, a casa di visioni Rocco (secondo i documenti di Luigi Rocco) si innamorò di una giovane donna di nome Celestina Versolato con gli splendidi occhi verdi, che divenne sua moglie pochi anni dopo, che affettuosamente chiamava “Geno”.

Il romanzo storico descrive l’incontro di “Silla” con i guerriglieri di Gemona nella regione friulana e gli episodi di come è riuscito a prevenire la tortura e l’abuso dei prigionieri nella prigione della sua città natale. Nella città di Cividale, regione friulana, dove molti italiani erano tenuti prigionieri dagli sloveni militari, riuscì ad intervenire e liberare un uomo di nome Danilo Toffoletti e salvargli la vita. Tutto ciò avvenne così rapidamente che gli sloveni non riuscirono nemmeno a cambiare idea e fermare queste persone (“Silla” e i suoi sostenitori) che venivano e davano ordini sul territorio che all’epoca era sotto il loro controllo.

Data l’autorità accumulata da Silla, il Comitato di Liberazione Popolare si rivolse a lui con la proposta di entrare nella loro organizzazione e di impegnarsi in attività politiche. La sua partecipazione a questa organizzazione era molto preziosa, il che avrebbe permesso agli jugoslavi di resistere nel caso in cui volessero fare un colpo di Stato alla fine della guerra. Ma per il bene del suo amato dagli occhi verdi “Jeno”, ha rifiutato questa offerta, poiché non valeva la pena interferire con le nuove avventure.

La guerra finì, l’autore guardò il mondo in un modo nuovo, con la consapevolezza che il suo mondo appartiene solo a lei.

Basta armi.

Basta guerre.

Basta tortura. Congelamenti. Impiccato. Morti.

Famiglia. Lavoro. Tutto qui.

Alla vigilia del novantesimo Ferdinando, con l’aiuto dei suoi figli, scrisse un libro-un ricordo.

Tony Capuozzo nella prefazione del libro scrive: “il ricordo è un libro di memorie” What a wonderful guy ” è un libro strano, ma allo stesso tempo attraente per la lettura. Librerie e librerie sono piene di libri-memorie personaggi principali e personaggi secondari, raccontano piccole o eventi significativi della nostra storia comune, ma un libro come questo – “Che bel ragazzo”, vissuta e raccontata dall’autore, no. Il protagonista del libro, Ferdinando pascolo, descrive fatti ed eventi che dovevano essere nascosti. Basti ricordare il caso dell’attacco alla prigione di Split Street, che apre una nuova luce sugli eventi, rispetto alla lettura ufficiale, ma non questo spiega il lungo silenzio interrotto sulla soglia del suo novantesimo compleanno. L’autore Ferdinand pascolo non è solo un ragazzo strano, ma uno strano soldato e uno strano guerrigliero.

Amante della pace, umile, colui che impara dalla vita per imparare sia il bene che il male, colui che non sarà mai un giudice o un boia.»

NOTA SULLA REVISIONE DEL LIBRO

La parola Farie (farie) fa parte della lingua friulana (Friuli Venezia Giulia).

Farie (farie) significa Forge, un’azienda a conduzione familiare nella tradizione delle botteghe artigiane, dove i segreti familiari della maestria venivano tramandati di padre in figlio.